Meditare durante l’Eclisse “Si” o “No”? Ancora una volta siamo intrappolati nel gioco nella dualità!

Sicuramente avete notato come l’eclisse del 21 agosto stia dividendo chi medita a metà. C’è chi sostiene che la luna nera rappresenta l’apertura dei portali che facilitano, agli esseri negativi e oscuri, un entrata nel 3d,  e altri che ritengono che l’eclisse sia un’opportunità energetica per radicare la luce.

Esseri di Luce, Esseri Oscuri, meditare “si”, meditare “no”, è giusto, è sbagliato, è un bene è un male – siamo sempre nella dualità!

Prendendo in considerazione la legge della risonanza, ogni persona attira versa di se la medesima frequenza che emana. Quello che tiene l’umanità schiava dei propri impulsi negativi, non sono i vari concetti  di complottismo, il Matrix o altro, ma la propria frequenza vibrazionale, che influenza la capacità umana di trascenderli; perché come razza, siamo ancora emotivamente immaturi e prevalentemente irresponsabili.  Questi “cattivi” sono i nostri capri espiatori, necessari e comodi per proiettare il lato oscuro che dimora dentro di noi, la parte della psiche umana rinnegata che desidera essere reintegrata nell’intero, tuttavia, invece di assumere la nostra responsabilità, siamo troppo spesso distratti con giustificare, reprimere o consegnare a terzi la responsabilità dell’ombra personale, tramandando la separazione piuttosto che creare l’integrità interiore.

Nell’antichità, l’eclissi era sempre associata agli opposti dualistici tra il bene e il male – la vita e la morte, l’avvenimento era un’importante annotazione sulla supremazia assoluta della Natura che, ciclicamente s’impone, influenzando le vicende umane con tutta la sua grandezza astronomica; ricordando all’uomo della sua umanità vulnerabile e fragile, guidata dalla mente ego, soggettiva e mortale, che troppo spesso occulta l’Essere Autentico, prendendo il sopravvento sull’ambito dell’individuo, deviandolo dalla retta Via.

Niente è cambiato, più che mai, la dualità tra gli opposti e evidente, rilevando con enfasi la storia più vecchia del mondo, l’eterna lotta tra la luce e le tenebre. Possiamo cambiare i nomi degli oppositori, ma il concetto moralistico rimane, la Luce è il Bene Supremo e le Tenebre, il Male Assoluto. Tuttavia, questo è un concetto del mondo tridimensionale, e se noi vogliamo ancorare ed incarnare energia della 5a dimensione è necessario trascendere la dualità. Mantenere una posizione moralistica, significa rimanere nella frequenza vibrazionale che sostiene tutto quello che desideriamo trasformare, bisogna lasciar andare questi concetti obsoleti che ci mantengono vittime di chi o cose oscure che vogliano imprigionarci, e andare oltre.

Nessuno ha la verità in tasca, tuttavia, nonostante le nostre differenze sulla superficie, possediamo tutti una verità in comune – il nucleo del cuore.

Oggi, siamo più consapevoli del potere straordinario del cuore, molti hanno sperimentato il vuoto, lo spazio interiore, un argomento conosciuto e studiato anche dalla scienza. Per chi non è più cosi condizionato dal tira e molla dell’elettro magnetismo (gli opposti), il volto nero della luna,  ci invita ad andare oltre la soggettività mentale, dalla dualità, poiché: unendosi in totalità, il ricercatore del sé sperimenta l’antica disciplina spirituale dimenticata dalla nostra società moderna, l’incontro con il Mistero del Vuoto che permea l’esistenza, e che dà forma ed espressione all’universo e la sua manifestazione. 

Unirsi in gruppo per meditare ha poco effetto se i meditatori non sono in grado di entrare in questa dimensione del mistero, unirsi sulla superficie dell’essere non permette una connessione autentica perché finché i nostri obiettivi sono in sintonia, l’amore reciproco e un’apparenza che inganna, appena le opinioni si scontrano, l’ego scatta, separando se stesso da chi non è d’accordo, creando conflitto. Non esiste il campo unificato in questa dimensione, ma molteplici frequenze che si attraggono o si respingono in un gioco continuo di oscillazione!

Quando si entra nel nucleo del cuore, non c’è bisogno di unirsi in gruppi, la dualità scompare, il tempo e spazio anche, e siamo connessi con il tutto, in questa dimensione niente può invaderci, attaccarci, o ferirci  – nel vuoto tutto diventa uno; o meglio, la goccia  di rugiada diventa l’oceano stesso.

Osho disse: Nel linguaggio di Buddha il vuoto non è negativo, è assolutamente positivo, più positivo della cosiddetta pienezza, perché il vuoto è piena di libertà: tutto è stato eliminato, è spazio! Tutti i confini sono stati spazzati via: è sconfinato e solo in uno spazio sconfinato è possibile la libertà. Il vuoto del Buddha non è un vuoto comune: non è solo l’assenza di qualcosa, è la presenza di qualcosa di invisibile….Questo è il processo della meditazione: togliere tutto quanto, eliminare te stesso così totalmente che niente rimane, nemmeno tu…

Se il tuo sentire interiore ti spinge verso la meditazione durante l’eclisse, segui il tuo cuore e “go in” vai dentro in profondità, nel nucleo, nel vuoto ad accogliere l’occasione per trascendere le dualità perché come disse Osho: “ in quel silenzio estremo, ecco la libertà!”

 

Caroline Mary Moore

 

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4 Risposte

  1. Romano scrive:

    E vero. L’ho sento . Ma parlo per Me. Come sempre sono caduto nella dualità, ma se voglio passare oltre adesso l’accetto per quello che È ,Ringrazio. Ognuno di Noi ha i suoi punti di vista, e ogni punto di vista anche se è vero diventa falso nel momento che si difende il proprio. L’unica cosa da fare e agire con “Amore” e questo ti porta all’unità. Facile dirlo è metterlo nel quotidiano che diventa una pratica che ti porta alla mancanza di giudizio e quindi all’UNO.

  2. Grazie per il tuo commento Romano. Ti capisco benissimo, chi è che non cade nella dualità, io di sicuro come tutti!
    Quello che conta, almeno per me, è essere onesta nel riconoscere dove sono nel momento, sono nella presenza o nella dualità?
    Solo l’intento di prendersi le responsabilità, quando siamo in squilibrio, aiuta aumentare la consapevolezza, Non siamo perfetti, ma l’imperfezione non è una scusante per non fare il proprio meglio, anche se a volta è scarsa, se è tutto quello che abbiamo da offrire nel momento è sempre il nostro meglio!
    Il cuore a questo punto, ci aiuta a stare nella scomodità perché non giudica, questo aumenta la presenza nel qui è ora, che a volta significa stare insieme, strettamente con un ombra che spinge, e va bene cosi….magari facciamo qualche scorrettezza oppure offendiamo , ma in ogni caso bisogna prendersi le proprie responsabilità lasciando alle altre la loro.
    Ieri ascoltavo Eckhart Tolle parlare di responsabilità, in poche parole lui disse che la nostra responsabilità riguarda aumentare la propria coscienza, e per fare questo bisogna riconoscere, con onestà, quello che è nel momento, in bene o male, questo è un gesto di amor proprio, che ha un sapore diverso della solita “idea” della amore confezionato venduto come ” cuore”.
    L’autorità più miracoloso dentro di noi è il cuore, se ascoltiamo, rispettiamo e oneriamo questo autorità interiore, la necessità di difendersi davanti a chi non è rispettosi nel nostri confronti non accade più, quello che l’interiorità emana rispecchia nella realtà.
    Buona domenica xx

  3. Daniele scrive:

    Anche io in questi giorni mi sono interrogato sugli effetti delle eclissi e vorrei condividere alcune riflessioni.
    Condivido quanto detto sull’essere coscienti che tutta la vita è un gioco di dualità, questo però non vuol dire negare le dualità dell’universo che si basa esattamente su questo gioco di energie e forme differenti. Le energie di una luna piena sono opposte alle energie di una luna nuova, se così non fosse verrebbe a mancare questo gioco di polarità. Rendersi conto dei diversi tipi di energia presenti nell’universo non ha a che vedere con il moralismo buono/cattivo ma è solo una presa di coscienza. Per esempio, nello Yoga e nelle altre scienze indiane come l’ayurveda, le energie sono differenziate in Tamas, Rajas e Sattva e ogni cosa che esiste su questo piano fisico e soggetto al ciclo di Creazione (Brahma), Mantenimento (Vishnu) e Dissoluzione (Shiva).
    L’Uno diventa molti per permettere questo gioco.
    Il giorno e la notte esistono, come esistono le stagioni e innumerevoli altre differenze; non posso seminare un seme in qualunque momento dell’anno ma devo conoscere il periodo adatto perché le condizioni climatiche ed energetiche non sono sempre favorevoli.
    Non importa che io sia convinto (perché la maggior parte di noi, checché se ne dica, ancora non lo ha realizzato e ha solo cambiato un sistema di credenze) che in realtà tutto è Uno e la dualità è un’apparenza…questa apparenza ha pur sempre una sua realtà e finché questa verità non la realizziamo interiormente saremo pienamente imbrigliati in questo gioco anche se possiamo illuderci del contrario. Chi riconosce questa dualità continua comunque a vivere in essa ma con libertà interiore.
    Se siamo andati oltre tutte le dualità come sonno/veglia, fame/sazietà, sete/dissetamento, ricchezza/povertà, salute/malattia, caldo/freddo, giovinezza/vecchiaia, allora potremo dire che il tempo e la dualità non hanno più alcuna influenza su di noi…viceversa quasi sicuramente ci stiamo soltanto illudendo.
    Detto questo sono arrivato alla conclusione che ben venga la meditazione come pratica in generale mentre sulle meditazioni delle eclissi che girano in rete sono più titubante.

    • Grazie Daniele per il tuo commento, hai perfettamente ragione, il manifesto per non parlare della vita è insostenibile senza la dualità, e come hai menzionato – Tutto è al servizio della sorgente che è Uno perciò la dualità è un illusione, tuttavia, parlare di trascendere la dualità, è intesa come non essere influenzati dall’oscillazione del moralismo dualistico tra giusto/sbagliato, devo/non devo ecc…, ovvero, quello che è accaduto con l’argomento “meditare per l’eclissi” – ancora una volta il pubblico si è diviso, l’uno contro l’altro, tra chi ha ragione e chi ha torto con tutti i subbuglio di emozioni annessi e connessi. Al di la dei discorsi spirituali profondi, parlo della vita ordinaria di ogni giorno, questo conflitto “eclissi” ha mostrato, per l’ennesima volta, gli impulsi e reazioni incontrollabili della gente, che senza un interrogazione interiore maggiore, ha creato conflitto e in più, suscitata una prepotenza ormai visibile tutti giorni, a penna qualcuno dice la sua, scatta: ” o sei con me o contro di me”.
      L’intento di trascendere i miei impulsi, per me significa stare centrato e non giudicare,offendere, sparlare, o proiettare le mie paure, sospetti ecc..su chi si “sente” diversamente da me, a volta dovrò dividere le cosa in bene e male, devo non devo, giusto o sbagliato, ma senza una reazione d’impulso connessa, come una testimonianza di un semplice fatto. Il non giudizio per me significa non prenderne parte per forza, essere al di sopra delle parte perché smetto di vedere ogni conflitto come una lotta da vincere, di avere ragione, dire la mia senza imporre la mie idea, ascoltare l’idea dell’altro, essere in accordo nel essere in disaccordo, essere me stessa e prendere le mie responsabilità – insomma è un bel da fare, è un impegno per la vita, devo dire con onestà che non viene naturale, e spessissimo fallisco miserabilmente,ma….. almeno ora sono consapevole quando sono centrata e quando scelgo l’impulso della dualità, dico scelgo perché ora posso scegliere, e se qualche volta scelgo la inconsapevolezza, ovviamente dopo, mi tocca prendermi le mie responsabilità 🙂
      Questo era il mio intento con questo articolo, comunque ti ringrazio molto per i spunti per la mia prossima post.

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