Quanto Autentico è il tuo “Si” ed il tuo “No”?

In un ambiente lavorativo, può capitare di dover accettare dei compromessi e indossare delle false maschere, ma in altre circostanze, per esempio, nelle relazioni affettive, in cerca d’affetto ed accettazione, non è insolito trovarsi catturati nel gioco dell’ego che si tradisce in favore delle necessità altrui.

Questa interferenza energetica è tipica del lato ombroso del secondo corpo sottile e il sua chakra corrispondente, un livello della coscienza che riguarda anche il trauma e shock emotivo. Sede delle emozioni e il bambino/a interiore, questa dimensione riguarda la sessualità: fantasie sessuali, colpa, senso di colpa, sacrificio, procreazione, nutrimento emotivo e la nostra abilità di sentire piacere nel vivere una relazione romantica con gli altri. Perciò è sorgente sia dell’angoscia, sia del benessere emotivo e riflette, soprattutto, la nostra abilità di dire sì e no al piacere e all’avversione in modo autentico.

L’energia del secondo chakra ci insegna come fondersi nei rapporti con altri e soprattutto con noi stessi. Richiede discernimento e l’abilità di esprimere il “si” solo quando/se sentiamo un desiderio autentico di fondere emotivamente, e dire “no”, rinunciando alla compagnia altrui, per accogliere un “sì” autentico al proprio piacere e auto nutrimento: ed è proprio qui che ci troviamo in difficoltà, ma perché questo accade e come possiamo rimediare?

Secondo gli esperti, intorno all’età di due anni, i bambini incominciano un periodo di crescita conosciuto come “Terrible Two’s” (i due terribili) un traguardo fondamentale nello sviluppo di un bambino tra cui inizia: comunicare in frasi di due o tre parole, arrampicarsi (allargando il territorio) e comprendere concetti concreti come “mio”, “no” e “cattivo” (il bambino è giudicato “cattivo” quando non obbedisce, e il genitore è vissuto/sentito come “cattivo” perché mette regole e discipline).

In questo periodo di crescita, tutto è centrato sui limiti, sull’indipendenza e sull’apprendimento di come comunicare i bisogni e i desideri, che sviluppano nell’ego strategie per ottenere o compensare la perdita di potere, sentire o far sentire in colpa gli altri (manipolazione emotiva).

I bambini imparano velocemente a riconoscere che i propri desideri e necessità possono essere molto diversi da quelli dei genitori. E nell’assenza di libero arbitrio (scelta personale) i bambini sono destinati a sentirsi frustrati quando i loro desideri non sono compresi, o perché il genitore non sa capire, o perché declinano di assecondare le loro esigenze perché interpretate come capricci.

E’ proprio in questo periodo che la parola “no” diventa l’arma di potere per i bambini e l’incubo di ogni genitore; anche se il “no” non ha senso quando si offre un dolce o un giocattolo preferito. I bambini sembrano, apparentamene, di eccedere in questa fase di crescita, ma stanno ancora sviluppando il controllo degli impulsi, poiché l’energia emozionale è ancora fluida e attiva, e in simbiosi con il corpo nel presente (sentire ora/adesso) perciò i cambiamenti dell’umore, o cosi detti “capricci” sono comuni, brevi ma molto intensi.

Mentre stanno testando i confini e imparando il potere della parola, l’ego si sviluppa insieme con un senso di separazione, hanno desideri e richieste che devono essere soddisfatte all’istante. Durante questa fase, i bambini diventano sempre più auto-consapevoli, cominciano a esprimere nuove emozioni come la gelosia, l’affetto, l’orgoglio e la vergogna. Durante questo periodo, i bambini si considerano il centro del mondo ma possono chiedere continuamente l’attenzione e sostengo dei loro genitori. Anche se vogliono possedere e fare le cose in modo indipendente, allargando gli orizzonti significa fare errori e vivere con crescenti paure, ma a causa del loro cervello immaturo non riescono ancora a ricordare bene le regole, perciò sono le emozioni, suscitate tramite le punizioni e sgridate quando sbagliano, a condizionare i bambini ad interpretare che l’amore degli adulti è offerto e tolto (apparentamene) in conformità a come si comportano.

Queste sono le basi, i fondamenti delle nostre sfere emotive, dove il bambino/a interiore proietterà, inconsciamente, le sue interpretazioni sulla realtà da adulti come verità personali. Osservare come siamo incline a dire “ Si” quando tutto il nostro essere sta gridando “No!” (e vice versa) è un ottimo esercizio per sviluppare l’intelligenza emotiva, ovvero, guarire il bambino interiore che durante la crescita, ha confuso il significato di queste affermazioni basilari ma fondamentali nello sviluppo dell’ego.

Non è difficile. Con un po’ di auto osservazione, e senza giustificare i perché, è facile individuare quante volte, in una giornata, esprimiamo con autenticità il “Si” per Sì, e il “No” per No. E’ un argomento importante, perché quando prendiamo due chitarre che sono sintonizzate allo stesso modo e pizzichiamo la corda A sulla prima chitarra, la stessa nota A sulla seconda chitarra vibrerà contemporaneamente in risonanza senza toccarla. Perché?

È la stessa vibrazione, è la risonanza armonica, i simili che attraggono i simili!

Dire “Si” e “no” con autenticità significa riassettare moltipliche interpretazioni del bambino/a interiore che ha sentito/a la necessità di auto negarsi o auto tradirsi per ricevere amore e accettazione altrui, verità distorte che attraggono, per risonanza, persone ed eventi che sostengono queste distorsioni mantenendole  vivi, impedendo lo sviluppo dell’intelligenza emotiva, ovvero, la maturazione del bambino/a interiore all’età anagrafica del corpo.

L’ego va compreso non giudicato, perché egli ha un compito importante da svolgere. L’illuminazione non è assenza di ego, è il “risveglio dall’ego”, perciò se l’illuminazione è l’arrivo, l’ego è il viaggio.

Forse è ironico, ma il prerequisito per l’illuminazione, o meglio, un sé autentico senza false credenze, inizialmente ci richiede i condizionamenti e false credenze da cui essere risvegliato!

 

Caroline Mary Moore

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