Consigli e Opinioni Gratuiti, Quanto Valgono Veramente?

Solitamente, cerchiamo opinioni da professionisti come i medici e consigli legali dagli avvocati, ma per quanto riguarda la comunicazione comune, per comprendere la differenza tra: offrire un consiglio ed esprimere un’opinione, in un mondo, dove essere ascoltati è equivalente a essere riconosciuti, bisogna prendere distanza da tutto e da tutti e stare nel silenzio, creare uno spazio per osservare e ascoltare con distacco tutte le voci che ci circondano, incluse le nostre.

Se la state già vivendo questa dimensione particolare, sicuramente avete notato come siamo diventati esperti in tutte le materie, senza avere nessun’esperienza diretta, per non dire, ignoranti o solo superficialmente informati.  In parole povere, con l’espansione del social media, che permette un’interazione diretta, si è aperta la porta a miliardi di opinioni lanciate ed espresse direttamente dalla mente che considera i contenuti del proprio ego, il contenitore dalla verità assoluta.

Nessuna mente è custodia della verità o di quello che si sento spesso dire: “ la vera verità!”

Carl G. Jung ha sottolineato che la conoscenza di quello che chiamiamo la personalità dell’ego, è spesso confusa con la comprensione di sé. Egli scrisse:

Chiunque abbia una coscienza dell’ego lo dà per scontato che conosca se stesso, ma l’Ego conosce solo il suo contenuto, non l’inconscio e il suo contenuto. Le persone misurano la propria conoscenza di Sé da ciò che la persona media, nel loro ambiente sociale conosce di se stesso, ma non dai veri fatti psichici che sono per la maggior parte nascosti da loro. Sotto quest’aspetto la psiche si comporta come il corpo, di cui la struttura fisiologica e anatomica la persona media sa anche molto poco ” (Jung 1957, 15)

Quando esprimiamo un’opinione senza essere esperti nella materia, è usuale incominciare la frase con “ io penso ” oppure “ secondo me”. Queste affermazioni sono l’IO che presentiamo al mondo, quello che Jung chiama “la persona”:

 La persona è ciò che in realtà uno non è, ma che se stessi e gli altri pensano che uno sia ” (Jung 1959, 123).

Questo ci aiuta a capire il peso di un’opinione or feedback (non professionale) che in sostanza dovrebbe essere un semplice scambio o statistica. Quando la mente è convinta del grande valore della sua opinione, cercherà, senza mezzi termini, di imporre quell’opinione (verità) sugli altri, ed è qui che ci imbattiamo nella nostra ombra, quell’aspetto nascosto o inconscio della psiche, sia negativa, sia positiva, che l’ego ha represso, negato o mai riconosciuto.

L’ombra è un problema morale che sfida l’intero ego-personalità, perché nessuno può diventare consapevole dell’ombra senza un considerevole sforzo morale. Essere consapevole di esso comporta il riconoscimento degli aspetti oscuri della personalità come presente e reale “(Jung 1959, 14).

Per usare termini semplici, un’opinione mentale è un’espressione di “aria fritta” sanzionata dell’ego, e vale quanto l’opinione di qualsiasi altra persona perché la sua fonte è quello che l’ego conosce come informazione o la data acquisita (verità di seconda mano) oppure fondato sulle esperienze personali negative e cariche di dolore represso, negato o mai riconosciuto; in un certo senso possiamo chiamare le opinioni pseudo-sapienza, offerte gratuitamente!

E’ per quanto riguarda i consigli?

I consigli si basano su un’esperienza personale e sono offerti su richiesta. Se non abbiamo vissuto un’esperienza simile alla persona che chiede un consiglio, non siamo autorizzati a consigliare, possiamo, per quanto vale, offrire solo un’opinione.

Chi ha avuto una simile esperienza, magari senza risolverla, può essere tentato di salvare l’altro/a compensando la propria incapacità, spingendoli a risolvere dove loro stessi hanno fallito.

Incapace di accettare/comprendere come la persona di fronte può rimanere in un simile dilemma, il consigliere rischia di rimanere deluso, frustrato o addirittura arrabbiato quando le raccomandazioni non sono accolte o messe in pratica.

In questo caso, diventare consapevoli della differenza tra un’opinione e un consiglio significa sviluppare una maggiore consapevolezza del Sé, un archetipo junghiano che significa l’unificazione della mente cosciente e inconscia—ovvero, un risultato di “Individuazione”, visto come l’integrazione della personalità.

Rappresentato da un cerchio con un punto al centro ʘ, il Sé rappresenta il tutto che ingloba il punto nel centro, mentre l’ego è solo il piccolo punto contenuto nel tutto, ignaro della presenza del cerchio (Sé) che lo contiene.

Il percorso della psicoanalisi è meglio lasciato agli esperti. Tuttavia, da una prospettiva di auto-guarigione e trasformazione, il processo psicologico di Jung, che sostiene l’integrazione degli opposti in un tutt’uno chiamato ”individuazione”, è  sicuramente in sintonia con quello che è considerato, in olismo, uno stato di consapevolezza, o “presenza nel presente”.

Lo scrittore e aforista italiano Antonio Porchia scrisse: Una cosa, finché non è tutto, è rumore, e tutto, è silenzio.

Non avere un’opinione, oppure non sentirsi autorizzati a consigliare, non significa essere disinformati, ignoranti, non empatici o menefreghisti. Quando regna le separazioni (dualismo) il rumore delle parole tiene la mente occupata e assordita, invece lo stato olistico e integro, raggiunto attraverso la predisposizione non giudicante e trasformativo del centro del cuore, significa che siamo diventati predisposti a stare nel silenzio in quello che Lao Tzu stimava “una fonte di grande forza”.

Caroline Mary Moore

 

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