La Verità, Tutta La Verità e Nient’altro che La Verità.

Ormai da diversi anni, l’opinione generale nella comunità olistica è che la terra abbia già completato il salto quantico nella quarta dimensione, e di conseguenza; il nuovo mondo è già qua.

Essere in sincronicità con la nuova frequenza non è automatico o scontato. Per varcare la soglia, potrebbe essere richiesto di partecipare alla grande Rivelazione globale di cui, il promotore del processo è senza dubbio: la Verità, tutta la Verità e nient’altro che la Verità.

Metaforicamente parlando, sta per iniziare il più grande caso giudiziario nella storia dell’umanità, sia personale, che globale, e poiché siamo tutti tenuti a testimoniare, è tempo di concentrarsi sui fatti.

Cosa significa concentrarsi sui fatti da una prospettiva personale?

Penso che siamo tutti d’accordo sul fatto che dire la Verità e nient’altro che la Verità, come assoluto, non è così scontato per la mente ordinaria della terza dimensione, perché le nostre emozioni sono così intrecciate con ogni pensiero, sentimento ed esperienza, abbiamo difficoltà a riconoscere la differenza tra chi siamo e l’emozione che stiamo provando; di conseguenza la Verità è soggettiva (la mia verità) un punto di vista puramente personale privo di valore giuridico; perché ciò che conta in un tribunale sono i fatti.

Prendiamo spunto da questa metafora incominciando a sostituire “la mia verità” con i fatti.

Ad esempio: quando qualcuno ci innervosisce, lo accusiamo con frasi tipiche come: “basta! mi fai arrabbiare” o “quando dici così, mi fai sentire male” ecc. magari con la pretesa che l’altro debba fermarsi o cambiare per farci sentire emotivamente meno reattivi.

Questo è l’equivalente di dare agli altri la responsabilità e potere di come ci sentiamo (perdita di potere personale). In questo caso, il fatto è, nessuno può costringerci o obbligarci di fare, o sentire nulla, a meno che, non acconsentiamo.

Siamo noi l’artifici dei nostri stessi sentimenti; in quanto tali, la forma corretta di questa espressione è: “io mi sento arrabbiato” o “io mi sento male “.

Questo fatto (che ci piace oppure no) ci porta alla verità, cioè: siamo noi stessi che acconsentiamo a subire le conseguenze delle nostre reazioni impulsive ed emotive. Solo perché non siamo in grado di controllarle o prenderne la responsabilità non rende questo fatto meno veritiero.

Il terza chakra (plesso solare) è conosciuto come il centro del potere. Tra molte delle sue qualità, sia in luce, che in ombra, esso rappresenta anche il dualismo, il moralismo; è la sede dell’ombra umana ed è la dimensione dove l’ego recita ogni personaggio nella sua aula di tribunale personale: dall’imputato fino al giudice stesso.

Nei film, è consueto vedere un attore appoggiare una mano sulla bibbia, e con l’altra sul cuore giurare di dire la Verità. Ebbene, non è consuetudine in Italia, nei tribunali britannici sei invitato (se sei abile) ad alzarti in piedi e prestare giuramento (affermare se preferisci) sul libro sacro della propria religione dichiarando:

“Prometto davanti a Dio Onnipotente che l’evidenza che darò sarà la verità, tutta la verità e nient’altro che la verità”.

Perché giurare davanti a Dio?

Tutto ciò implica che gli esseri umani non sono in grado di dire la verità, a meno che, non venga richiesto di fare un giuramento davanti ad un’entità divina?

Vediamo dove ci porta questa domanda.

Nella terza dimensione materiale, densa e di bassa frequenza (negativa) la mente ordinaria, che rinnega la propria ombra, è progettata per rivelare nel tempo, ciò che è stato represso come una molla a spirale sotto pressione.

In quanto tale, la mente ordinaria è programmata per filtrare le informazioni ricevute tramite un meccanismo insolubile, che oscilla tra forze opposte che esprimono per abitudine o d’impulso emotivo (inconsapevolezza).

Nel caso della Verità tre-dimensionale, l’oscillazione vacilla in primis dalla disonestà o l’inganno (anche banale, raccontare/raccontarmi le frottole) e poi successivamente alla necessità o l’obbligo di esprimere il contrario: onestà e sincerità, per poi in fine arrivare alla Verità, ossia; una Rivelazione di ciò che è stato nascosto.

La mente esiste nel tempo, ma il tempo tre-dimensionale sta finendo, di conseguenza l’umanità dovrà adattarsi, trasformarsi e trascendere; e anche in fretta!

Per la Quarta dimensione e oltre, la disinstallazione, o meglio disintegrazione, di questo programma mentale, significa dare il proprio consenso, accettare i nuovi termini che rendono obsoleto il precedente programma con la mente ordinaria.

Con la deliberazione di una nuova connessione più autentica, efficiente e meno impulsiva (cuore e mente in sincronia) la mente straordinaria si trasforma in una specie di fact checker, dove la ricerca della Verità è la Mecca; e la strada per raggiungerla è lastricata di fatti o dati privi di qualsiasi emozione reattiva (verità personale).

Nota: un fact checker verifica i fatti o dati che portano alla Verità, i fatti non sono opinioni, verità personali o falsità da fortificare o spacciare per Verità.

Spencer Johnson, medico e scrittore americano ha concluso che:

“L’ integrità è dire a me stesso la verità. E l’onestà è dire la verità agli altri.

Prima che queste due proprietà, l’integrità e l’onestà, possano diventare i predecessori della Verità, un individuo deve essere autentico. Recitare un giuramento in tribunale può essere l’input necessario per evitare la trappola della mente ordinaria che fa giro, giro tondo, così incentivando: “l’onestà è dire la verità agli altri” (sebbene non sia una garanzia, perché molti commettono spergiuro in tribunale).

Tuttavia, la trascendenza dalla terza dimensione alla quarta avviene nel momento in cui arriviamo a riconoscere il valore della prima frase nella citazione di Johnson: “l’integrità è dire a me stesso la verità” di conseguenza per una mente straordinaria non sarà più necessario un giuramento poiché ora vive nella Verità.

Il pensatore essenziale Socrate, al riguardo della verità rifletté:

È vero; È gentile; È necessario? “

Una riflessione tipicamente mentale che appartiene al tempo tre- dimensionale perché nasce dalla mente filosofica che preferisce fare domande piuttosto che ricevere risposte!

Quindi, la domanda va pensata oppure vissuta?

La risposta è soggettiva, ma per chi decide di sperimentare, la Verità senza Amore può essere ingannevole, crudele, inutile, persino brutale, mentre, l’Amore senza Verità non regge, basterà…finché non basta più, morirà perdendo ogni senso se no quella della falsità e dell’ipocrisia lasciando poco spazio per il dubbio: “È vero; E gentile; È necessario?

Ci vorrebbe una mente straordinaria per rispondere al dilemma delle menti filosofiche, una mente che collabora con il cuore, che non pondera, ma sente palpitare il motore della vita stessa incondizionatamente, quella forza che possiede il potere di dissolvere queste riflessioni umane come piccoli fiocchi di neve al sole. Il fatto è, l’umanità non ha ancora abbracciato il suo destino; l’Amore incondizionato.

Questa è la più grande sfida dell’umanità. Ne percepiamo il suo potere, ci sentiamo umili grazie ad essa, la cerchiamo senza fine e ci sforziamo di raggiungerla mentre ci rimane ancora sfuggente nella sua forma più pura.

L’umanità ha combattuto in nome della Verità e dell’Amore dall’inizio dei tempi, tuttavia, è bene ricordare che sono i fatti che ci portano alla Verità, e l’Amore segue di conseguenza.

Il tempo sa essere un buon consigliere e, a volte, è anche un ottimo testimone, ma il fatto è, il tempo è finito, siamo al precipizio, e come testimoni universali è ora di deporre la propria testimonianza di chiarezza e fatti che mandano in frantumi l’illusione della mente ordinaria che sogna un verdetto d’amore.

Si, il nuovo mondo potrebbe essere già qua. Forse siamo sulla soglia, forse non riusciamo a vederlo perché stiamo camminando con occhi vedenti ma ciechi “eyes wide shut”.

Qualunque sia il caso, vi invito a trovare ispirazione nelle parole di un profeta umile e saggio, un testimone par excellence, un Maestro del Cuore, colui che è conosciuto come l’Alfa e l’Omega, l’inizio (Verità) e la fine (Amore); che in Verità, e in nome dell’Amore ha mostrato all’umanità un fatto straordinario; che non sarebbe stato l‘Amore, come si potrebbe supporre, ma la Verità a renderci finalmente tutti liberi.

Veritas vos liberat.

La Verità vi rende liberi.

 

Caroline Mary Moore

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